Ogni giorno si nasce..
non so se ci si può sentire ancora così.
Eravamo sulle nostre macchine a correre contro il vento, Susy Lee e Mr Schin ricordo i loro nomi, di chi eroicamente aveva ancora voce nello stereo a divulgare “Ride on the Storm” e abbastanza fiato nel motore per costeggiare una costa da cartolina ornata da dolci tornanti lunghi 1000 km fino a Melbourne, l’affascinante e misteriosa signora in blu..
Ma prima di arrivarci però,facemmo sosta in più punti, tappa dopo tappa componemmo un film avventuroso quasi fantascienza della nostra vita, un icona, destinata a scalfire come il primo amore o il primo libro, matrici portanti del nostro futuro..
E’ bastato guardarsi attorno per accorgersi che non c’eravamo sbagliati..
Dopo il primo attracco, camminammo lungo i sentieri di quella costa immedesimandoci primi esploratori..solo pochi minuti per raggiungere il secondo View Point:
Quella notte sostammo nelle nostre macchine proprio in uno dei parcheggi accanto alla strada..per essere svegliati malamente dalla sicurity di zona, ma subito dopo accolti meravigliosamente dall’alba di turno..
Il giorno ci sorrideva, e tappa dopo tappa, guardavamo al futuro con impaziente allegria..
senza mai dubitarne, conoscemmo presto il perché..
Scendemmo leggeri in quella spiaggia, fu come entrare in una stanza segreta ove custodiamo fin da piccoli un vecchio sogno.
avvertimmo nel petto il palpito della natura. Con le nostre macchine a riposare, comminavamo lentamente, timorosi di incrinare la pace di quel santuario millenario in cui eravamo completamente immersi.
Altre volte avevamo sentito il desiderio di fermarci in luoghi stupendi, ma solo quella spiaggia eterna era riuscita a bussare tanto e così forte alle porte del nostro IO sedentario.. e come è consono in queste occasioni..ognuno si lasciò trapassare da pensieri assopiti, ma in quel luogo permessi.
I ricordi al vento, noi alle macchine per l’ultima tappa..
Scendemmo in un’altra spiaggia a pochi km di distanza, una scala scalfita nella parete del ’crostone’ che ci portava alla spiaggia..un altro mondo, un’altra delle nostre vecchie stanze..
questo era dove eravamo teletrasportati, da una parte, e dall’altra..
altre leggi governavano laggiù, il tempo scandito dalle onde illudeva un paradiso terreno ancora possibile..
“Sembravamo respirare più un aria leggera che veniva da li, dall’avventura. Paesi remoti, gesta eroiche, belle donne scorrevano nei fiumi della nostra immaginazione turbolenta; e negli occhi stanchi che, nonostante tutto, rifiutavano il sonno, un paio di puntini verdi che rappresentavano un mondo ormai morto se la ridevano della mia pretesa liberazione, unendo l’immagine cui appartenevano a quel mio volo fantasioso per i mari e le terre di questo mondo… " (Chè)
Pagina dopo pagina, ti lasci trasportare da un turbine di emozioni sconosciute, in un mondo misterioso e affascinante popolato da personaggi non meno reali dell’aria che respiravo..
Balenò in mente il pensiero di come viaggiare assomigli a leggere un vero libro.. “e che dietro ogni libro si celasse un universo infinito da esplorare, e che, fuori da li, la gente sprecasse tempo ascoltando partite di calcio e sceneggiate alla tv, paga della sua mediocrità.
Ebbi la sensazione di essere circondato da milioni di pagine abbandonate, da anime e mondi senza padrone che si inabissavano in un oceano mentre fuori di lì, il genere umano, tanto più smemorato quanto convinto di essere saggio, scivolava verso un inconsapevole oblio.”